Conversazioni
20.05.2022

La CIP semplifica la comunicazione tra i professionisti della salute

L’introduzione della cartella informatizzata del paziente cambierà il lavoro delle organizzazioni Spitex. Esther Bättig, collaboratrice scientifica presso Spitex Svizzera, spiega in questa intervista che cosa auspica da questo cambiamento.

Signora Bättig, Lei lavora nel campo delle cure infermieristiche da più di 30 anni. Ora che siamo a un passo dall’introduzione della cartella informatizzata del paziente su tutto il territorio nazionale, che cosa pensa?

Esther Bättig: Penso: Finalmente, lo sogniamo da tempo ormai.

 

Cosa intende esattamente?

Già 30 anni fa desideravo poter accedere più rapidamente alle informazioni importanti concernenti i miei clienti. A quei tempi dovevamo redigere la documentazione relativa alle cure ancora su carta e inserire ogni volta i dati principali da capo: un lavoro seccante.

 

Quindi non teme un onere amministrativo supplementare?

No, per niente, anzi: grazie alla documentazione digitale delle cure e al lavoro svolto direttamente su laptop, già oggi siamo in grado di sbrigare il lavoro amministrativo in modo molto più efficiente e rapido di prima. La cartella informatizzata del paziente consentirà ora, per la prima volta, anche uno scambio interdisciplinare rapido e semplice tra professionisti di diverse organizzazioni sanitarie.

 

I Suoi colleghi e le Sue colleghe sono dello stesso avviso?

La digitalizzazione è già oggi parte integrante del lavoro di Spitex. Produciamo molti documenti in formato elettronico, come quelli relativi alle cure, la pianificazione dell’intervento, le fatture e l’amministrazione del personale. Questo garantisce continuità nella comunicazione e l’ottimizzazione dei processi. Gli smartphone e i tablet sono particolarmente diffusi nelle organizzazioni Spitex: ci permettono di consultare in loco e documentare in modo rapido le informazioni importanti, sempre aggiornate, riguardo alle cure e all’assistenza. Perciò, la maggior parte dei nostri collaboratori ricorre già oggi al digitale per lavorare. Con la cartella informatizzata del paziente entriamo in un territorio inesplorato ed è quindi inevitabile che vi siano anche pareri scettici. In generale però, dominano sostanzialmente interesse e approvazione.

 

«La cartella informatizzata del paziente consentirà ora uno scambio interdisciplinare rapido e semplice tra professionisti di diverse organizzazioni sanitarie.»

 

Cosa si aspetta dalla cartella informatizzata del paziente?

In primo luogo, un accesso rapido alle informazioni importanti che ci permettono, ad esempio, di garantire la continuità delle cure necessarie a un paziente dopo una degenza ospedaliera. La cartella informatizzata del paziente semplifica la comunicazione tra organizzazioni Spitex, ospedali, case di cura e terapisti e costituisce una tappa importante dell’intero processo di digitalizzazione del sistema sanitario.

 

Attualmente, questa comunicazione non è quindi ancora garantita?

Alcune organizzazioni Spitex collaborano già oggi in modo efficace con i «loro» ospedali. In altri casi i pazienti portano a casa i documenti importanti per noi. Troppo spesso però, il rapporto di dimissione raggiunge solo il medico di famiglia. Ciò provoca dei ritardi, ad esempio nella dispensazione di medicamenti, che pregiudicano la continuità delle cure. Se vogliamo aver informazioni sulla situazione di un paziente in ospedale, siamo noi a dover chiamare la struttura e, se abbiamo fortuna, troviamo qualcuno in grado di fornircele.

 

Non capita anche il caso inverso, ovvero che siate voi a dover informare gli ospedali sui vostri clienti?

Sì, può capitare. Spesso siamo l'unico servizio specializzato ad avere accesso all'elenco dei medicinali di una persona. In situatzioni di emergenza trasmettiamo tale informazione al medico di famiglia o allo specialista. Con la cartella informatizzata del paziente, questo tipo di richieste non sarà più necessario. 

 

A che punto siamo con la comunicazione con le case di cura?

La situazione di partenza è sempre la stessa: al momento del ricovero di un paziente, la casa di cura non è in possesso delle informazioni di Spitex; viceversa, quando il paziente viene dimesso, a noi mancano le informazioni dell’istituto. Tutto questo diventerà assai più semplice con l’introduzione della cartella informatizzata del paziente.

 

Quali consigli si sente di dare alle organizzazioni Spitex che vogliono aderire alla cartella informatizzata del paziente?

Consiglierei loro di non affidare l’introduzione della cartella informatizzata del paziente al servizio IT. La sua introduzione, infatti, ci riguarda tutti e influenzerà profondamente il nostro lavoro quotidiano. Per questo è importante coinvolgere i professionisti della salute sin dall’inizio e tenere conto delle loro esigenze.

 

Maggiori informazioni sull’introduzione della cartella informatizzata del paziente

 

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